Linee di indirizzo sui disturbi pervasivi dello sviluppo, con particolare riferimento ai disturbi dello spettro autistico accordo stato/regioni da

Linee di indirizzo sui disturbi pervasivi dello sviluppo, con particolare riferimento ai disturbi dello spettro autistico da http://www.salute.gov.it/saluteMentale/newsSaluteMentale.jsp?id=2437&lingua=italiano

Il 22 novembre 2012 sono state approvate, come accordo in Conferenza unificata, le 

 Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (DPS), con particolare riferimento ai disturbi dello spettro autistico.

La consapevolezza della complessità del fenomeno dell’autismo, con tutte le sue implicazioni sulla tenuta del tessuto familiare e le ricadute di ordine sociale, hanno, infatti, richiesto un impegno urgente e concreto da parte delle Istituzioni, centrali e regionali, in stretto raccordo con le Associazioni dei familiari. Anche sul versante internazionale le principali raccomandazioni vanno nella direzione della promozione di:

       La diagnosi tempestiva e presa in carico globale dei soggetti autistici, con continuità durante l’intero arco di vita

       La rete integrata dei servizi sanitari, sociosanitari ed educativi

       L’approccio multi professionale e multidisciplinare

       L’intervento abilitativo tempestivo, intensivo, strutturato ed individualizzato

Tutte queste considerazioni hanno condotto, quindi, il Ministero della salute ad elaborare, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità e in raccordo con le Regioni, una linea di indirizzo che si configura come un vero e proprio Piano di Azioni per il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi nel settore, anche tenendo in considerazione che nell’ottobre del 2011 erano state pubblicate, a cura dell’Istituto superiore di sanità, la Linea guida per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti, che già andavano a coprire gli aspetti più propriamente clinici dell’intervento.

Il documento di indirizzo affronta nel dettaglio le seguenti principali aree:

       L’approccio globale alla persona, inteso come un vero e proprio cambiamento di paradigma che presti la dovuta attenzione ai diritti, ai bisogni, ma anche alle potenzialità

       L’esigenza di diffondere capillarmente i processi diagnostici precoci, proprio perché l’autismo è una patologia precoce del sistema nervoso centrale e può generare disabilità complessa

       L’immediata conseguente necessità di costruire una rete di servizi sanitari completa, facilmente accessibile e diffusa su tutto il territorio

       La consapevolezza che l’intervento che tali servizi devono essere in grado di offrire è basato sulla multiprofessionalità e sulla sinergia interdisciplinare

       L’impossibilità di prescindere, se si vuole garantire questo approccio olistico, da una forte integrazione delle dimensioni sanitaria, sociale, scolastica ed educativa

       L’affermazione della indispensabile garanzia di continuità della presa in carico per l’intero arco di vita della persona, con il progressivo adeguamento degli interventi e dell’organizzazione degli spazi vitali

       L’importanza, infine, della promozione e del potenziamento della ricerca mirate.

Il Piano fornisce indicazioni omogenee per la programmazione, attuazione e verifica dell’attività per i minori e adulti affetti da autismo, al fine di consolidare la rete dei servizi per migliorarne le prestazioni, favorendo il raccordo e coordinamento tra tutte le aree operative coinvolte. L’attuazione capillare, nei diversi territori regionali, di quanto previsto consentirà di declinare al meglio le risposte ai bisogni specifici dei diversi territori, fermi restando i livelli essenziali e standardizzati delle prestazioni e dei percorsi assistenziali raccomandati.

Va ricordato, infine, che il tema dell’autismo è stato anche inserito tra le priorità da affrontare all’interno del recente Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale, approvato in Conferenza Unificata il 24 gennaio 2013, a testimonianza della necessità di integrare i diversi approcci istituzionali, organizzativi e clinici al problema, ed anche allo scopo di garantire la continuità della cura nel passaggio dall’età evolutiva all’età adulta.

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